Quote & Margini

Quote basse o quote alte: dove il banco trattiene di più

Su 12.459 partite dei cinque grandi campionati, chi ha puntato ogni esito fra quota 5 e 10 ha perso il 13,3% della posta; sotto quota 1,50 l'1,7%. Il margine non pesa allo stesso modo su tutte le quote.

Pubblicato il 25 ottobre 2026

QUOTE & MARGINI13,3%perso fra quota 5 e 10, control'1,7% sotto quota 1,50ODDSONAR · LE QUOTE, MISURATE.

Il banco trattiene molto di più sulle quote alte che su quelle basse. Sulle 12.459 partite di Premier League, LaLiga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1 dal 2019-20 al 2025-26, puntando ogni esito alla quota media di chiusura del mercato si sarebbe perso l'1,7% della posta sulle quote sotto 1,50 e il 13,3% su quelle fra 5 e 10.

Il motivo sta nella differenza fra quello che la quota dice e quello che succede. Tolto il margine, un esito quotato fra 5 e 10 vale in media il 15,0% di probabilità, ed è successo il 13,8% delle volte. Con i favoriti accade il contrario: sotto quota 1,50 la quota senza margine dice 72,5%, e la frequenza reale è stata 74,4%.

La misura

QuotaGiocateSi perde in mediaProbabilità senza margineÈ successo
sotto 1,502.5441,7%72,5%74,4%
da 1,50 a 24.4292,4%55,1%56,4%
da 2 a 37.6844,5%39,1%39,2%
da 3 a 516.6425,9%26,1%25,7%
da 5 a 105.08113,3%15,0%13,8%
sopra 109974,5%7,2%7,1%

Ogni esito di ogni partita conta come una giocata da un'unità alla quota media di chiusura: tre giocate a partita, 37.377 in tutto. «Si perde in media» è la parte della posta rimasta al banco; «probabilità senza margine» è quella che la quota indica una volta tolto il margine; «è successo» è la frequenza con cui quell'esito si è davvero verificato.

La riga sopra quota 10 va letta con cautela. Poggia su 997 giocate a quote altissime, dove poche vincite in più o in meno spostano il conto: ricampionando quelle giocate, la perdita media va da un guadagno del 18,2% a una perdita del 26,0%. Quel 4,5% non è una misura, è un'indicazione. Le altre righe stanno su migliaia di giocate e sono stabili.

Perché il conto non è uguale per tutte le quote

Il margine medio sull'esito finale, in queste partite, è stato del 4,73%. Se il banco lo distribuisse in parti uguali, ogni fascia di quota costerebbe più o meno quello. Non è così: le quote basse costano meno della media e quelle fra 5 e 10 quasi il triplo.

Nella letteratura sulle scommesse questo andamento ha un nome, distorsione favorito-sfavorito, ed è documentato da decenni su sport diversi. La spiegazione più citata è che chi gioca preferisce le quote alte, e il prezzo si adegua a quella domanda. Noi non l'abbiamo verificata: quello che abbiamo misurato è la tabella qui sopra.

In Serie A

Sulla sola Serie A le partite sono 2.660 e l'andamento è lo stesso, più marcato in fondo:

QuotaGiocateSi perde in mediaProbabilità senza margineÈ successo
sotto 1,505722,1%71,2%73,1%
da 1,50 a 2956−0,6%55,3%58,3%
da 2 a 31.5842,5%38,9%39,8%
da 3 a 53.5198,0%26,1%25,3%
da 5 a 101.17018,2%15,0%13,1%
sopra 1017915,8%7,6%6,7%

Il −0,6% fra quota 1,50 e 2 vuol dire che in quella fascia la posta, nel complesso, è tornata indietro con un piccolo avanzo. Non è un dato su cui contare: su 956 giocate l'intervallo va da una perdita del 5,0% a un guadagno del 6,6%, cioè comprende tranquillamente lo zero e una perdita normale. Con un campionato solo i numeri ballano di più, ed è il motivo per cui la tabella principale li mette insieme tutti e cinque.

Cosa significa in pratica

Il margine che leggi su un bookmaker è una media sui tre esiti, ma dentro la stessa partita non pesa allo stesso modo: la parte più grande sta sull'esito meno probabile. A parità di margine dichiarato, chi gioca quote alte paga di più di chi gioca quote basse.

E le quote alte hanno anche una varianza enorme: anche un conto in perdita del 13% può sembrare in attivo per mesi, perché basta una vincita a quota 8 per rimettere a posto molte giocate perse. Il prezzo vero si vede solo su migliaia di giocate, come in questa tabella.

Dal feed, adesso

Quanto trattiene adesso ciascun operatore sull'esito finale, sull'intero listino di calcio:

I feed non sono raggiungibili in questo momento. Preferiamo non mostrarti un numero che non è quello di adesso.

Come lo abbiamo calcolato

Le quote sono le medie di chiusura degli operatori rilevati da football-data.co.uk, che pubblica gratuitamente risultati e quote dei principali campionati europei: per ogni partita, la media delle quote offerte sui tre esiti poco prima del calcio d'inizio. Non sono le quote di un singolo operatore italiano: il nostro archivio parte dal luglio 2026 ed è ancora troppo giovane per misurare i risultati su migliaia di partite.

Per ogni esito calcoliamo la probabilità implicita (1 diviso la quota), la riportiamo a 100% dividendo per la somma dei tre esiti per togliere il margine, e confrontiamo con quello che è successo. Il rendimento è la vincita meno la posta, diviso la posta, mediato su tutte le giocate della fascia. Le partite sono quelle delle stagioni 2019-20, 2020-21, 2021-22, 2022-23, 2023-24, 2024-25 e 2025-26, le sole in cui la fonte riporta le quote di chiusura.

Il margine spiegato per esteso, con il conto su una partita: Cos'è il margine del bookmaker e come si misura su un 1X2

Perché sulle quote alte serve molto più tempo per sapere come va davvero: Yield e varianza: quante giocate servono per sapere se stai andando bene

OddSonar confronta le quote pubblicate dai bookmaker con concessione ADM. Non diamo pronostici e non accettiamo scommesse. Il gioco è riservato ai maggiorenni e può causare dipendenza.