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Yield e varianza: quante giocate servono per sapere se stai andando bene

Con un rendimento vero del 2% a quota 2.00 servono 9.600 giocate perché si distingua da zero. Dopo 100, il margine di errore è ±19,6%: quasi tutto quello che vedi è ancora rumore.

Pubblicato il 14 settembre 2026

Lo yield è il rendimento per unità giocata: quanto hai guadagnato diviso quanto hai messo in gioco. Se hai puntato 1.000 euro in totale e ne hai 20 di utile, il tuo yield è +2%. È la misura giusta, perché non dipende da quanto punti per volta.

La domanda che quasi nessuno si pone è quante giocate servano perché quel numero voglia dire qualcosa. La risposta è: molte più di quante se ne facciano.

Quante giocate servono

Una giocata a quota 2.00 rende +1 unità se vince e −1 se perde. Se la tua probabilità vera di vincere è 51%, il tuo yield vero è +2%: guadagni. Ma lo scarto tipo di una singola giocata è 1,0 unità, cioè cinquanta volte il tuo vantaggio.

Perché il vantaggio emerga dal rumore serve che si accumuli abbastanza. Questa tabella dice quante giocate servono perché un rendimento vero sia distinguibile da zero con il consueto 95% di fiducia.

Quota+1%+2%+3%+5%+10%
1.207.3721.76474824343
1.5019.0124.7022.067727170
2.0038.4119.6004.2651.533381
3.0077.21019.3968.6613.147803
4.00116.00929.19213.0584.7601.226
6.00193.60648.78321.8507.9872.071
10.00348.80187.96639.43614.4413.761

Il conto è quello standard: una giocata a quota q con probabilità p rende in media p·q − 1, con scarto tipo q·√(p(1−p)). Dopo n giocate lo scarto tipo della media si divide per √n, e il rendimento vero deve superare 1,96 di quegli scarti.

Due cose che questa tabella dice subito

La prima: un vantaggio piccolo richiede un numero di giocate fuori dalla portata di quasi chiunque. A quota 2.00, per dimostrare un +2% servono 9.600 giocate. Chi ne fa cinque a settimana ci mette trentasette anni.

La seconda, meno ovvia: conta moltissimo a che quote giochi. Lo stesso +2% richiede 1.764 giocate a quota 1.20 e 87.966 a quota 10.00, cioè cinquanta volte tanto. Le quote alte hanno una varianza enorme, e la varianza è il tempo che serve per sapere.

E al contrario: quanto può sbagliare il numero che vedi

La stessa aritmetica, girata: dopo n giocate a quota 2.00, di quanto il rendimento osservato può discostarsi da quello vero.

GiocateMargine di errore
50± 27,7%
100± 19,6%
250± 12,4%
500± 8,8%
1.000± 6,2%
2.500± 3,9%
5.000± 2,8%
10.000± 2,0%

Dopo cento giocate il margine è ±19,6 punti. Vuol dire che un rendimento osservato del +15% è compatibile con un rendimento vero del −4%, e che un −10% è compatibile con un +9%. Su cento giocate, quasi tutto quello che vedi è rumore.

È il motivo per cui una striscia positiva non è una prova, e nemmeno una negativa. E il motivo per cui chi vende «tre mesi a +30%» sta mostrando un numero che, a quel campione, non distingue un metodo da una monetina.

Cosa farne

  • Tieni il conto delle giocate, non solo del saldo. Il saldo non dice a che punto sei della curva; il numero di giocate sì.
  • Guarda in che intervallo si trova il tuo yield, non il suo valore puntuale. Con 250 giocate e +5% osservato, la risposta onesta è «fra −7% e +17%».
  • Se giochi quote alte, accetta che non saprai per molto tempo. Non è un difetto del metodo: è la matematica delle quote alte.
  • ⚠ Non usare questi numeri per decidere quanto puntare. Dicono quanto tempo serve per misurare, non che ci sia qualcosa da misurare.

Il registro di OddSonar annota per ogni giocata la puntata e la quota, e calcola puntato, profitto, ROI, percentuale di vincita e numero di giocate. ⚠ Il taglio per fascia di quota e l'intervallo di questa pagina non li fa: per ottenerli si esporta il registro in CSV e si separano le fasce in un foglio di calcolo.

OddSonar confronta le quote pubblicate dai bookmaker con concessione ADM. Non diamo pronostici e non accettiamo scommesse. Il gioco è riservato ai maggiorenni e può causare dipendenza.