Il Limite

La fallacia dello scommettitore: riconoscerla nei propri dati

Dopo tre vittorie una squadra ne vince il 56%, contro una media del 37%: sembra la prova che le serie esistono. Abbiamo rifatto il conto come va fatto, e quasi tutto quel divario sparisce.

Pubblicato il 14 settembre 2026

La fallacia dello scommettitore è l'idea che un esito «sia in ritardo»: dopo cinque rossi alla roulette il nero diventerebbe più probabile. Non lo diventa, perché la pallina non ha memoria. Il gemello opposto è la mano calda: chi ha appena vinto continuerà a vincere.

Nel calcio la domanda è più interessante che alla roulette, perché le partite non sono davvero indipendenti: una squadra forte resta forte la settimana dopo. La domanda utile quindi non è «le serie esistono?» ma «una serie aggiunge qualcosa a quello che già sappiamo di quella squadra?».

Abbiamo provato a rispondere con il nostro archivio, e il percorso è istruttivo perché la prima risposta è sbagliata in modo convincente.

Primo conto: sembra che la mano calda esista

Prendiamo tutte le partite di cinque campionati e contiamo, per ogni squadra e ogni giornata, se ha vinto. Poi guardiamo cosa succede dopo una vittoria, dopo tre vittorie di fila e dopo tre sconfitte di fila.

CompetizioneVittorie in generaleDopo una vittoriaDopo tre vittorieDopo tre sconfitte
Serie A37,1%42,5%56,1%29,1%
Premier League37,2%41,1%51,2%29,4%
La Liga37,2%40,6%55,4%26,9%
Bundesliga37,9%41,0%53,5%28,3%
Ligue 137,3%40,3%49,0%30,8%

Archivio openfootball (CC0), 260.125 partite distinte; per ciascun campionato fra 7.892 e 26.392 osservazioni squadra-partita. La colonna «dopo tre vittorie» poggia su 543-1.893 casi. ⚠ Qui le sequenze attraversano le stagioni: l'ultima partita di maggio e la prima di agosto contano come consecutive. I due conti che seguono lavorano invece dentro la stagione, ed è il motivo per cui i loro numeri non si sommano a questi.

Letto così sembra chiarissimo: una squadra che ha vinto tre volte di fila vince la successiva nel 56% dei casi contro una media del 37%. Diciannove punti di differenza. Se fosse questo il conto giusto, la mano calda sarebbe uno degli effetti più forti del calcio.

Perché quel conto è sbagliato

Il gruppo «dopo tre vittorie» non è un campione casuale di squadre: è fatto quasi solo di squadre forti, perché sono loro a infilare tre vittorie. Confrontarlo con la media di tutte significa confrontare le migliori con l'insieme, e chiamare «effetto della serie» quella che è la differenza fra un Real Madrid e una neopromossa.

È un confronto fra squadre diverse travestito da confronto fra situazioni diverse, ed è l'errore più comune che si incontra leggendo statistiche sportive.

Secondo conto: ogni squadra contro sé stessa

Il conto corretto confronta ogni squadra con la propria media, dentro la stessa stagione. Per ciascuna squadra-stagione calcoliamo la sua percentuale di vittorie complessiva e la sua percentuale di vittorie nelle partite che seguono una vittoria, e guardiamo la differenza.

Il risultato cambia segno: la differenza media è −2,8 punti in Serie A, −2,2 in Premier League, −3,9 in LaLiga, −3,6 in Bundesliga, −3,0 in Ligue 1. Dopo una vittoria, una squadra vince un po' meno della propria media, non di più.

Terzo conto: anche il metodo ha un difetto, e si può misurare

Restava un dubbio: quel −3 è un fenomeno del calcio o un difetto del modo di contare? C'è un modo diretto di scoprirlo. Prendiamo le stesse sequenze di risultati e le rimescoliamo a caso dentro ogni squadra-stagione: così ogni squadra conserva esattamente le sue vittorie, ma l'ordine diventa casuale. Se il metodo fosse neutro, su dati rimescolati dovrebbe dare zero.

Non dà zero. Dà −1,52 punti in Serie A, −1,52 in Premier League, −1,60 in LaLiga, −1,47 in Bundesliga, −1,55 in Ligue 1, su quaranta rimescolamenti per campionato e con uno scarto tipo fra 0,31 e 0,64. È una distorsione dello stimatore, non un fatto sul calcio: in sequenze corte, guardare «cosa succede dopo una vittoria» sottostima sistematicamente.

Tolta quella, l'effetto vero è quello che resta: fra −0,7 e −2,3 punti a seconda del campionato. Piccolo, e leggermente negativo. ⚠ Il confronto onesto è con il divario ingenuo sulla STESSA quantità, cioè dopo UNA vittoria: in Serie A è +5,0 punti (42,5 contro 37,1), e quello che ne resta è −1,3. I diciannove punti del titolo riguardano invece «dopo tre vittorie», che è una misura diversa: rifatta dentro squadra, anche quella si riduce a valori compresi fra −1,6 e +1,4, tutti dentro il rumore del rimescolamento.

Cosa portarsi via

  • Una serie non è un'informazione in più: quello che sembra dire — «questa squadra sta bene» — è quasi tutto già dentro la forza della squadra, che il mercato prezza da sé.
  • Il primo conto che viene in mente è quasi sempre confuso dalla selezione. Chiedersi «chi finisce in questo gruppo?» prima di leggere la percentuale è il modo più rapido di non prendere un abbaglio.
  • Anche un metodo corretto può avere una distorsione. Il rimescolamento a caso è un controllo che costa poco: se su dati senza ordine il metodo non dà zero, il numero che dà su dati veri va corretto.
  • ⚠ Niente di tutto questo dice cosa giocare. Dice che una frase come «viene da tre vittorie» non aggiunge niente a un prezzo che quelle tre vittorie le ha già viste.

Come riconoscerla nei propri dati

Nel registro delle giocate la fallacia si presenta in due forme riconoscibili. La prima è la rincorsa: dopo una serie di perdite, puntate più grandi per «recuperare». Si vede subito guardando se l'importo medio delle giocate sale dopo i giorni storti.

La seconda è la selezione dopo il fatto: ricordare le volte in cui la serie ha retto e non quelle in cui si è rotta. È il motivo per cui un registro scritto vale più di una memoria: la memoria conserva gli episodi, il registro conserva anche quelli che li contraddicono.

Il registro di OddSonar tiene traccia di entrambe le cose senza che serva fare i conti a mano.

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